Propongo qui ora un percorso riassuntivo del blog, giusto per chiarire un po' le idee !
La conoscenza e l'intelletto-> Ulisse e il folle volo http://caterinagallone.blogspot.it/2013/04/pensando-alla-storia-vengono-subito-in.html
Il sapere nei secoli-> In principio era il logos
http://caterinagallone.blogspot.it/2013/04/in-principio-era-il-logos.html
Oltre i confini-> Marco Polo e le vie della seta
http://caterinagallone.blogspot.it/2013/05/la-via-della-seta.html
Innovazioni tecnologiche-> Rivoluzione industriale, Oliver Twist
http://caterinagallone.blogspot.it/2013/05/un-mondo-in-mutamento-rivoluzione.html
Conoscenza storica-> L'esercito romano
http://caterinagallone.blogspot.it/2013/05/un-salto-nellantica-roma.html
Tecnologia storica-> I mulini a vento, Don Chisciotte
http://caterinagallone.blogspot.it/2013/06/i-grandi-dolanda-mulini-vento.html
Alla scoperta delle origini-> Tecnologia nella mitologia
http://caterinagallone.blogspot.it/2013/06/questoggi-ci-occupiamo-di-unargomento.html
Appare chiaro che il mio intento sia proprio quello di riscoprire la tecnologia e la conoscenza attraverso la letteratura nei secoli.
Spero di esservi stata utile finora !
lunedì 17 giugno 2013
martedì 11 giugno 2013
Mitologia e tecnologia
Quest’oggi ci occupiamo di un
argomento che sembra scostarsi un po’ dai miei scopi e dalle questioni
solitamente trattate, ma che in realtà mi affascina molto, e che risulta in
realtà vicino alla storia e alla tecnologia. Parliamo dei miti nel mondo
antico.
La mitologia per l’uomo era
strumento eccelso per dare spiegazioni valide a fenomeni non spiegati
scientificamente, ci occupiamo qui di alcuni dei miti più inerenti la
tecnologia e la sua nascita.
La tecnologia ha sempre avuto un
ruolo rilevante, basti pensare ad Efesto, il fabbro degli dei, a cui vengono
attribuite le più stupefacenti invenzioni mitologiche, quali la folgore di Zeus
e l’arco di Apollo.
Molto conosciuto è il
mito di Dedalo e Icaro. Dedalo, nato ad Atene, era
re della città. Si dedicò alla scultura e all'architettura; a lui sono
attribuite le invenzioni dell'ascia, la sega, il trapano, il passo della vite,
l'archipenzolo. E' stato maestro di suo nipote Talo, figlio di una sua sorella, che uccise per gelosia quando
Talo superò il maestro nella sua arte. L'Areopago, il tribunale, lo condannò
all'esilio perpetuo; Dedalo si rufugiò a Creta dove fu accolto benevolmente dal
re Minosse che gli commissionò il Labirinto per rinchiudere il Minotauro. A
Dedalo, si rivolse Arianna, la figlia di Minosse, per sapere come aiutare Teseo
a uccidere il Minotauro e uscire dal Labirinto, e come sappiamo il consiglio
del filo riuscì a far trionfare Teseo nell'impresa. Quando Minosse venne a
sapere che ad aiutare sua figlia e Teseo fu Dedalo, e non potendo prendersela
con la figlia fuggita insieme all'eroe, pensò di punire Dedalo, rinchiudendolo
insieme al figlio, Icaro, nel Labirinto,
che egli stesso aveva progettato. L'unico modo per uscire dal Labirinto era
evadere volando; ingegnoso come era, Dedalo costruì due paia di ali, uno per sè
e l'altro per il figlio. Si raccomandò con Icaro di restargli sempre dietro
durante il volo, di non strafare e soprattutto di stare attento a non
avvicinarsi troppo ai raggi del sole perchè, le ali, attaccate alle spalle con
della cera, potevano staccarsi in quanto il calore avrebbe sciolto la cera. Come
non detto, Icaro durante il volo, provando piacere si allontanò dal padre e
raggiunse i raggi del sole che sciolsero la cera e lo fecero precipitare nel
mare, dove morì. Dedalo triste e desolato, atterrò in Campania a Cuma, dove
costruì un tempio al dio Apollo, consegnando le ali che aveva inventato per
evadere dal Labirinto di Creta.
Interessante risulta essere il mito
di Prometeo.
Prometeo, aveva la virtù di
prevedere il futuro, quando i Titani sfidarono Zeus e vennero da lui
imprigionati nel Tartaro, preferì schierarsi dalla parte di Zeus, inducendo
Epimeteo a seguire il suo esempio. In verità, Prometeo era il più intelligente
della sua razza; aveva assistito alla nascita di Atena dalla testa di Zeus e la
dea stessa gli insegnò l'architettura, l'astronomia, la medicina, l'arte di
lavorare i metalli, l'arte della navigazione e altre utilissime, che egli poi a
sua volta insegnò ai mortali. Ma Zeus, che aveva deciso di distruggere l'intero
genero umano, ed era stato distolto da tale proposito soltanto dall'intervento
di Prometeo, si irritò nel vedere gli uomini divenire sempre più esperti e
potenti. Nel primo scontro con Zeus Prometeo imbandì un vitello di cui aveva
fatto due parti: da un lato le carni celate sotto il ventre dell'animale,
dall'altro le ossa, ravvolte nel morbido grasso. Poi, disse a Zeus di scegliere
la sua parte; l'altra doveva andare agli uomini. Zeus, ingannato
dall'apparenza, scelse la sacca con il grasso, e, quando scoprì che nascondeva
soltanto ossa, divenne furente contro Prometeo e contro i mortali che erano
stati favoriti da quell'inganno. Così punì l'oltraggio strappando agli uomini
il fuoco, ma Prometeo li soccorse di nuovo sottraendo semi di fuoco al carro del
Sole e portandoli sulla terra. Dopo quest’atto, oltraggioso nei confronti degli
dei, Prometeo fu incatenato a una rupe della Scizia, dove un'aquila gli rodeva
il fegato che sempre si rinnovava nella notte. Solo più tardi Eracle uccise
l'aquila e liberò Prometeo; ma Zeus ingiunse a Prometeo di portare, a perenne
ricordo della sua prigionia, un anello delle sue catene, dove fosse incastonato
un pezzetto della roccia alla quale era legato.
Prometeo era venerato nell'Attica come dio delle arti.
Quest’oggi ci occupiamo di un
argomento che sembra scostarsi un po’ dai miei scopi e dalle questioni
solitamente trattate, ma che in realtà mi affascina molto, e che risulta in
realtà vicino alla storia e alla tecnologia. Parliamo dei miti nel mondo
antico.
La mitologia per l’uomo era strumento eccelso per dare spiegazioni valide a fenomeni non spiegati scientificamente, ci occupiamo qui di alcuni dei miti più inerenti la tecnologia e la sua nascita.
La tecnologia ha sempre avuto un
ruolo rilevante, basti pensare ad Efesto, il fabbro degli dei, a cui vengono
attribuite le più stupefacenti invenzioni mitologiche, quali la folgore di Zeus
e l’arco di Apollo.
Interessante risulta essere il mito
di Prometeo.
Prometeo, aveva la virtù di
prevedere il futuro, quando i Titani sfidarono Zeus e vennero da lui
imprigionati nel Tartaro, preferì schierarsi dalla parte di Zeus, inducendo
Epimeteo a seguire il suo esempio. In verità, Prometeo era il più intelligente
della sua razza; aveva assistito alla nascita di Atena dalla testa di Zeus e la
dea stessa gli insegnò l'architettura, l'astronomia, la medicina, l'arte di
lavorare i metalli, l'arte della navigazione e altre utilissime, che egli poi a
sua volta insegnò ai mortali. Ma Zeus, che aveva deciso di distruggere l'intero
genero umano, ed era stato distolto da tale proposito soltanto dall'intervento
di Prometeo, si irritò nel vedere gli uomini divenire sempre più esperti e
potenti. Nel primo scontro con Zeus Prometeo imbandì un vitello di cui aveva
fatto due parti: da un lato le carni celate sotto il ventre dell'animale,
dall'altro le ossa, ravvolte nel morbido grasso. Poi, disse a Zeus di scegliere
la sua parte; l'altra doveva andare agli uomini. Zeus, ingannato
dall'apparenza, scelse la sacca con il grasso, e, quando scoprì che nascondeva
soltanto ossa, divenne furente contro Prometeo e contro i mortali che erano
stati favoriti da quell'inganno. Così punì l'oltraggio strappando agli uomini
il fuoco, ma Prometeo li soccorse di nuovo sottraendo semi di fuoco al carro del
Sole e portandoli sulla terra. Dopo quest’atto, oltraggioso nei confronti degli
dei, Prometeo fu incatenato a una rupe della Scizia, dove un'aquila gli rodeva
il fegato che sempre si rinnovava nella notte. Solo più tardi Eracle uccise
l'aquila e liberò Prometeo; ma Zeus ingiunse a Prometeo di portare, a perenne
ricordo della sua prigionia, un anello delle sue catene, dove fosse incastonato
un pezzetto della roccia alla quale era legato.
Prometeo era venerato nell'Attica come dio delle arti.
lunedì 3 giugno 2013
I ''grandi'' d'Olanda - Mulini a vento
"Ed ecco intanto
scoprirsi da trenta o quaranta mulini da vento, che si trovavano in quella
campagna; e tosto che don Chisciotte li vide, disse al suo scudiere: «La
fortuna va guidando le cose nostre meglio che noi non oseremmo desiderare. Vedi
là, amico Sancio, come si vengono manifestando trenta, o poco più smisurati
giganti? Io penso di azzuffarmi con essi, e levandoli di vita cominciare ad
arricchirmi colle loro spoglie; perciocché questa è guerra onorata, ed è un
servire Iddio il togliere dalla faccia della terra sì trista semente. — Dove,
sono i giganti? disse Sancio Pancia. — Quelli che vedi laggiù, rispose il
padrone, con quelle braccia sì lunghe, che taluno d'essi le ha come di due
leghe. — Guardi bene la signoria vostra, soggiunse Sancio, che quelli che colà
si discoprono non sono altrimenti giganti, ma mulini da vento, e quelle che le
paiono braccia sono le pale delle ruote, che percosse dal vento, fanno girare
la macina del mulino. — Ben si conosce, disse don Chisciotte, che non sei
pratico di avventure; quelli sono giganti, e se ne temi, fatti in disparte e
mettiti in orazione mentre io vado ad entrar con essi in fiera e disugual
tenzone.» Detto questo, diede de' sproni a Ronzinante, senza badare al suo
scudiere, il quale continuava ad avvertirlo che erano mulini da vento e non
giganti, quelli che andava ad assaltare".
La frase "combattere contro i mulini a vento" viene utilizzata quando ci si scontra con nemici immaginari, o anche quando la battaglia viene considerata persa in partenza.
In questo caso,
però, ci soffermiamo sui mulini a vento reali, non dettati dalle lotte civili,
sociali, e psicologche, illustrando le loro funzioni, la loro storia, e qualche
piccola curiosità.
I mulini a vento hanno origine persiana. Gli storici
sono concordi nell'affermare che i primi esemplari vennero costruiti nel VII secolo d.C.
nei territori che oggi appartengono all'attuale Iran.
Il
mulino a vento è una struttura costruita per sfruttare l'energia del
vento trasformandola in energia meccanica utilizzabile per scopi o processi
agricoli, artigianali e industriali.
Erano sostenuti da
strutture innalzate sulla torre di un castello o in cima ad una collina ed
erano costituiti da un vano superiore che ospitava le mole e da uno inferiore
che alloggiava il rotore.
Utilizzati per macinare
cerali e azionare le pompe per l'irrigazione dei campi, i mulini persiani erano
dotati di pale di stuoia intrecciate che, spinte dal vento, mettevano in moto
una ruota alla quale queste erano fissate.
Era anche abitudine ricoprire metà della ruota, spesso con un muro: un accorgimento attraverso il quale non si rischiava che le pale, trovandosi momentaneamente controvento, frenassero il movimento della ruota.
Era anche abitudine ricoprire metà della ruota, spesso con un muro: un accorgimento attraverso il quale non si rischiava che le pale, trovandosi momentaneamente controvento, frenassero il movimento della ruota.
L'uso dei mulini non si diffuse immediatamente in tutto il mondo: per
vederli arrivare in Europa, infatti, dobbiamo aspettare il XII secolo.
Si può dedurre l'inizio di questa 'esotica' usanza grazie ad una bolla pontificia datata 1105, nella quale si autorizzava la costruzione di mulini a vento nelle diocesi di Coutances, Bayeuz e Evreux.
Si può dedurre l'inizio di questa 'esotica' usanza grazie ad una bolla pontificia datata 1105, nella quale si autorizzava la costruzione di mulini a vento nelle diocesi di Coutances, Bayeuz e Evreux.
I mulini europei erano molto più grandi rispetto a quelli persiani, oltre
ad essere dotati di un maggior gradi di complessità.
I mulini a vento hanno
avuto una notevole importanza nel sollevamento dell'acqua in Olanda e in
Inghilterra prima dell'invenzione della macchina a vapore.
Nell'area del Mare
Mediterraneo orientale in passato si era diffuso anche un modello di mulino
eolico chiamato mulino fenicio, in cui le pale erano posizionate all'interno
del corpo della costruzione, di forma cilindrica. Le finestre sul mulino
indirizzavano l'aria all'interno muovendo le pale. Questo tipo di mulino era
adatto a zone con venti deboli ma costanti. Un bell'esempio di mulino fenicio è
situato nel comune di Borgio Verezzi in provincia di Savona.
In Italia antichi mulini
a vento a sei pale, conservati o restaurati, sono ancora utilizzati nelle
saline di Trapani per la macinazione del sale o per il pompaggio
dell'acqua marina da una vasca all'altra della salina.
I mulini in Olanda
Per
secoli i mulini (molen) sono stati uno strumento irrinunciabile della vita
degli olandesi; infatti ancora oggi per dire che qualcuno è impazzito, si dice
che deve essere stato colpito in testa dalla pala di un mulino. In passato nei
Paesi Bassi c’erano più di 10.000 mulini e venivano spesso usati sia per la
macinazione industriale del mais, che per drenare l’acqua in eccesso. I mulini
a vento sono festeggiati ancora oggi: nella Giornata nazionale del mulino e per
le festività nazionali vengono decorati con fiori, immagini di angeli ed in
alcuni casi con la bandiera olandese.
Storicamente, i mulini a vento
olandesi avevano molte funzioni. La più importante era probabilmente pompare
l’acqua dal terreno e immetterla nei fiumi al di là delle dighe, per ottenere
terreno coltivabile. Nel quattordicesimo secolo i mulini vuoto all’interno
erano usati per far funzionare enormi ruote che prosciugavano i terreni
acquitrinosi.
Il Mulino de Roos a Delft è nato ad
esempio con questa funzione, e solo nel diciottesimo secolo è stato ricostruito
su una base in pietra più alta; oggi è stato restaurato ed è visitabile.
Ad Amsterdam c’è il Mulino de Otter,
l’unico mulino-segheria ancora in attività; il Mulino de Valk (“Il Falco”) di
Leida, ora restaurato, è tornato a macinare il grano, ed è anche un museo, a
testimonianza della storia dei mulini a vento nella zona.
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